• Ludovica Terenzi

Autoconsumo collettivo - Istruzioni per l'uso

L’autoconsumo collettivo, insieme con le comunità energetiche, è una configurazione in grado di consentire la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che permette la possibilità di coinvolgere due o più soggetti beneficiari che potranno usufruire dell’energia autoprodotta.


Una delle differenze principali rispetto alla comunità energetica consiste nel fatto che si abbia un singolo edificio con una molteplicità di utenze all’interno, anziché più edifici con una o più utenze all’interno.

L’esempio più classico riguarda il condominio che ha diverse unità abitative al suo interno. Un altro esempio potrebbe essere quello di un capannone industriale con due utenze (esempio un capannone in cui hanno sede due aziende distinte con due utenze personali).


I soggetti partecipanti condividono l’energia prodotta utilizzando la rete di distribuzione esistente.

Questa condivisione viene incentivata dal GSE secondo le tariffe stabilite da Arera ed equivalgono a 100 euro per megawatt/ora condivisa.

Il calcolo dell’incentivo attribuito dal GSE viene fatto tenendo conto di una formulazione precisa.


In particolare, l’energia condivisa su cui viene calcolata la somma che sarà poi bonificata dal GSE è pari al minimo, in ciascun periodo orario, tra l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti a fonti rinnovabili e quella prelevata dall’insieme dei clienti finali associati (gli autoconsumatori).

Oltre a questo incentivo l’ARERA rimborsa ulteriori somme che, attraverso dei calcoli specifici, comportano la restituzione di somme per (1) le perdite di rete evitate grazie alla configurazione dell’autoconsumo e pari a 3,2 euro per MWh/ora per le utenze in bassa tensione e 1,5 euro per MWh/ora per le utenze in media tensione; (2) un corrispettivo unitario per la trasmissione dell’energia pari a circa 7,5 euro per MWh/ora parametrato sempre sul calcolo derivante dall’energia elettrica condivisa.


I meccanismi di incentivazione, seppur già attualmente esistenti, sono in fase di aggiornamento.

Gli incentivi definitivi dovranno, infatti, essere comunicati da Arera mediante lo strumento legale della delibera e che sarà probabilmente emanata entro la fine dell’anno.

Anche per gli autoconsumatori tale attività può essere incentivata allorché tale produzione non costituisca attività principale dello stesso. In tal ultimo caso non potrà fruire di alcuna agevolazione in materia di autoconsumo così come sopra indicato. Per quanto riguarda l’energia prodotta, la stessa potrà essere sia immagazzinata sia venduta. L’impianto non deve essere necessariamente di proprietà dell’autoconsumatore ma può anche essere di proprietà di un terzo e/o gestito da un soggetto terzo.


Tuttavia, le istruzioni per la gestione della configurazione dovranno, comunque, essere impartite dal cliente finale.

Per quanto riguarda la rappresentanza dell’autoconsumatore collettivo la stessa coincide con la nomina obbligatoria per legge di un soggetto referente, il quale sarà incaricato di gestire i rapporti con il GSE.

Il soggetto referente, nel caso di autoconsumo collettivo, coincide con l’amministratore di condominio o, in alternativa, con il proprietario dell’impianto.

Il d.lgs. 199/2021 prevede la possibilità di configurare sia l’autoconsumo collettivo con impianto nelle vicinanze, sia l’autoconsumo collettivo c.d. a distanza.


Questo permette a soggetti distanti e anche non dislocati presso la stessa struttura, di usufruire dell’energia prodotta da un impianto che si trova nelle vicinanze. La normativa, tuttavia, impone dei parametri fissi e da dover rispettare, pena la perdita dell’incentivazione.



Secondo una prima configurazione di autoconsumo a distanza possibile è necessario che non sussista una distanza superiore di dieci kilometri tra l’impianto e il cliente finale.


Nel caso in cui l’autoconsumatore utilizzi una rete già esistente per condividere l’energia prodotta può allora accedere agli incentivi previsti per la condivisione dell’energia sopra richiamati.


Nel caso in cui invece l’autoconsumo a distanza con connessione diretta, possiamo accedere agli incentivi per gli impianti di potenza superiore a 1 MW.


Il d.lgs. 199/2021 prevede, dunque, diverse configurazioni di impianti per ottenere l’incentivazione. Ognuna di queste varia a seconda di diverse circostanze di natura urbanistica e necessita di un vaglio tecnico prima di poterla attivare.






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