• Ludovica Terenzi

I Green Bond

Il 2020 è stato l’anno migliore in di emissioni per il mercato dei Green Bond ed il 2021 sembra destinato a superarlo. La domanda di obbligazioni Green, infatti, è in aumento, anche grazie all’impegno dei governi a ridurre emissioni e a finanziare la transizione energetica in maniera sostanziale. Ma cosa sono esattamente i Green Bond?

Cosa sono i Green Bond

Le “obbligazioni verdi”, o Green Bond, sono strumenti finanziari relativamente nuovi che hanno conosciuto un tasso di crescita notevole dal 2007 ad oggi. La prima emissione di un Green Bond risale al 2007, quando la Banca europea per gli investimenti (BEI) lanciò il suo primo “Climate Awareness Bond”. Alla fine dello scorso anno, il mercato dei Green Bond ammontava a quasi 73 miliardi di euro, emessi da quattordici Stati. I Green Bond sono obbligazioni verdi la cui emissione è legata a progetti con un impatto positivo per l’ambiente. Questi permettono, infatti, di finanziare vari tipi di progetti relativi alla sostenibilità ambientale, come ad esempio iniziative legate alla prevenzione e controllo dell’inquinamento, infrastrutture e trasporti. Inizialmente queste obbligazioni erano emesse principalmente da istituzioni finanziarie sovranazionali, tra cui la Banca Mondiale e la Banca Europea per gli Investimenti. Negli ultimi anni, tuttavia, si è vista un’espansione più significativa grazie alla spinta globale verso accordi sul clima che consentano un’azione congiunta nell’affrontare il fenomeno. La crescita esponenziale del mercato dei Green Bond è dovuta essenzialmente a due fattori, ovvero l’ingresso nel mercato da parte delle grandi imprese di paesi emergenti e dall’altra la crescente attenzione delle istituzioni sovranazionali al tema della sostenibilità ambientali. Crescita che è destinata ad aumentare, spingendo l’espansione del mercato del debito sostenibile, soprattutto perché tutti i settori dell’economia sentono forte la pressione a prepararsi per affrontare i rischi e le opportunità che il cambio climatico può rappresentare. Inoltre, negli Stati Uniti il presidente Joe Biden si è impegnato ad investire nella transizione energetica, mentre in Europa il 30% del Recovery Fund sarà dedicato a questo settore, rendendo il settore della green economy sempre più preponderante. Si prevede infatti che il mercato crescerà ulteriormente nei prossimi anni proprio grazie alla diffusione di strategie di investimento ambientali, socialmente responsabili e sostenibili.

Standard per la certificazione “green”

Al momento lo standard di certificazione “green” delle obbligazioni più seguito a livello internazionale è quello fornito dall’International Capital Market Association (ICMA). In particolare, le linee guida si possono riassumere in quattro principi: anzitutto, chi emette il titolo deve indentificare con chiarezza la destinazione dei proventi; inoltre, deve seguire alcuni procedimenti nella valutazione e selezione dei progetti, che devono far parte di certe categorie; chi emette l’obbligazione deve garantire la massima trasparenza nella comunicazione circa la gestione dei proventi; devono inoltre essere resi disponibili dei report per mantenere aggiornati gli investitori sull’avanzamento dei progetti finanziari.[1]

I Green Bond in Italia

È in arrivo anche in Italia il primo Green Bond, che avrà una scadenza lunga (2045) e sarà riservato a investitori istituzionali. L’obiettivo di queste obbligazioni verdi è di finanziare progetti fino ad un massimo di 35miliardi di euro, di cui i trasporti rivestiranno la parte più cospicua. Anche il BTp green italiano seguirà le indicazioni dell’ICMA, cercando al contempo un allineamento con la bozza degli Eu Green Bond Standards attualmente in discussione da parte dell’UE. I soldi del BTp Green italiano verranno utilizzati per finanziare le spese statali destinate a contribuire alla realizzazione di uno o più obiettivi ambientali, tra cui: mitigazione dei cambiamenti climatici; adattamento ai cambiamenti climatici; uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e dell'ambiente marino; prevenzione e controllo dell’inquinamento; protezione, miglioramento e ripristino della biodiversità, degli ecosistemi e dei servizi ambientali ed infine transizione ad un'economia circolare. A delimitare le spese da finanziare tramite i BTp green ci sono anche gli obiettivi delineati dall’Agenda 2030 dell’ONU, conosciuti come Sustainable Development Goals. Tra le spese escluse dai finanziamenti green dello Stato italiano rientrano categorie quali l’estrazione, lavorazione e trasporto di combustibili fossili, fissione nucleare, impianti di energia con livelli di emissione CO2 superiori ad una certa soglia, lavorazione e produzioni di bevande alcoliche, contratti militari, produzioni di armi, attività mineraria ed in generale ogni attività legata a queste categorie. Per i Green Bond la rendicontazione è fondamentale, essendo gli investitori interessati a sapere come vengano spesi i propri soldi. Per questo motivo, verrà reso pubblico con frequenza annuale l’”Italian Sovereign Green Bond Allocation and Impact Report”, che illustrerà anzitutto l’allocazione delle risorse reperite tramite l’emissione dei Green Bond dell’anno precedente e degli anni che precedono l’ultimo di riferimento. Inoltre, questo documento rendiconterà circa lo stato di avanzamento dell’erogazione delle somme previste da ciascuna emissione di titoli green e conterrà anche una scheda riepilogativa dell’avanzamento della realizzazione degli interventi finanziati tramite i Green bond. Prima della pubblicazione, l’”Italian Sovereign Green Bond Allocation and Impact Report” verrà sottoposto alla verifica di un organismo indipendente.[2]

Investire nella sostenibilità risulta essere in cima alle agende di governi, aziende ed investitori. Un vero e proprio motore di crescita che sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire.

[1] https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/green-bond-definizione.htm [2] https://www.ilsole24ore.com/art/btp-verde-ecco-caratteristiche-primo-green-bond-sovrano-dell-italia-ADChjGMB


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